agosto 13th, 2011
Quanto anacronismo nelle istituzioni quanta labile rappresentanza nella politica.
Risiedo a Pisa, quindi dovrei essere rappresentato da Rossi, Pieroni e Filippeschi, caz..!
Rossi (quello che alla Asl di Massa gli hanno scavato la fossa i suoi cosidetti manager immagino scelti da lui stesso assesore alla sanita’. Dicono di lui (il Rossi) che sia un decisionista, gia’ ma se sbaglia pago io! Quindi Rossi anche io sono un decisionista: non mi rappresenti piu’.
Pieroni (quello che ogni tanto scrive sul Tirreno sulla importanza delle Provincie) purtroppo io la penso al contrario e mi rode il culo sapere che tutte le mattine una bella auto blu viene a prenderti sotto casa per portarti a pisa, meno male che non prendi decisioni, almeno per quante ne so.
Infine Filippeschi che ha deciso di stare dalla parte dei “padroni” dei bagni a Tirrenia, siccome io sono contrario ai privilegi delle concessioni a vita sopratutto di chi poi non paga abbastanza tasse, allora caro Filippeschi ho deciso che non mi rappresenti un bel piffero. Dimenticavo carissimo che e’ immorale sapere che stai per affidare un incarico ben pagato (hai imparato da Rossi!).
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agosto 13th, 2011
Ha ancora senso mantenere tante istituzioni?
Ha senso essere in balia di Regolamenti comunitari, Leggi dello stato, Leggi regionali, Regolamenti provinciali, comunali, dei parchi,delle asl,…
No non ha piu’ senso e soprattutto costa troppo.
Lo stesso concetto di rappresentanza e di territorialita’ non ha piu’ valore: ad esempio io dovrei essere rappresentato sul mio territorio da Rossi (quello che quando era assessore alla sanita’ si faceva scavare un buco miliardario in alcune asl senza accorgersene), da Filippeschi (quello che si schiera con i padroni delle spiaggie)’ da Pieroni (quello che ogni tanto scrive sul tirreno di come sono belle ed utili le provincie),
No non mi rappresentano piu’ e io coglione li ho votati
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agosto 13th, 2011
Da sempre nell’Europa unita siamo tra i maggiori contribuenti e con i nostri soldi manteniano in piedi una famelica macchina burocratica la cui dirigenza e’ espressione in larga parte dell’asse franco-tedesco.
Ma vogliamo rivedere anche i costi della Commissione e del parlamento europeo?
Ma quanto siamo fessi noi lavoratori italiani non ci bastano le nostre sanguisughe ma dobbiamo alimentare l’immensa schiera di vampiri appollaiati a Strasburgo e a Bruxelles, ma quanti ne dobbiamo mantenere sulle nostre spalle. Basta!!!!
K.
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luglio 31st, 2011
Leggo sulla Nazione di oggi che il presidente della repubblica ha rinunciato all’aumento di 68 euro mensile, se e’ vero e’ davvero un grande e significativo colpo alla casta, mah!
K.
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luglio 31st, 2011
La vicenda ikea in toscana riassune alla perfezione l’incapacita’ della classe politica regionale di affrontare il tema della attrazione degli investimenti e non solo far finta, ma per quanto tempo pensate di prendere la gente per il lato B?
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luglio 19th, 2011
Svolgere le funzioni politiche è un dovere ed una necessità della democrazia, ma quello che è antidemocratico è l’abuso. Il compito che svolgono è quasi sempre frutto del lavoro di altri (generalmente ottimi tecnici) che elaborano i testi che poi loro, in virtù di una delega talvolta risibile, si limitano a votare. Una proposta potrebbe essere quella di pagarli bene solo se raggiungono gli obiettivi che si propongono con i loro cd. programmi di legislatura nel frattempo un gettone mensile di mille euro sarebbe più che sufficiente visto che hanno un casino di benefit da far paura,
il vostro K.
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luglio 8th, 2011
Siamo alla frutta oramai ma i professionisti della cd politica continuano a ritenersi utili anche quando non lo sono in modo palese. Credo che in una societa’ ed una economia liberal potremmo ridurre molti livelli istituzionali: senato, provincie e comunita montane. I risparmi potrebbero aiutare a sostenere i livelli assistenziali di cui si avverte la necessita’. Il punto vero di rottura oggi piu’ che mai e’ morale prima che finanziario la CASTA e’ fetida come una latrina,
K.
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luglio 6th, 2011
… lo scioglimento?
Se ne occupino le Regioni della gestione degli aiuti comunitari anziché mettere la testa sotto la sabbia (o se preferite un altro luogo comune: lavarsene le mani). Del resto così fanno le molto più federaliste di noi Spagna e Germania,ma sembra che le stesse Regioni abbiano smarrito la strada del federalismo, che qualcuno le strattoni prima che si addormentino del tutto,
il vostro Kelemas
http://www.agea.gov.it/portal/page/portal/AGEAPageGroup/HomeAGEA/OrganismiPagatori
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luglio 6th, 2011
Un breve spunto di riflessione sulla mala gestione dei rapporti istituzionali in agricoltura. Se ben ricordo l’agricoltura come altre attività è materia costituzionale attribuita alle Regioni ed è in larga parte oramai condizionata da scelte di politica economica mondiale (diciamo un 90%) e comunitaria (diciamo un 9%), dunque in ambito nazionale resta appena un 1% (forse).
Bene potremmo anche ammettere che l’affermazione non corrisponde del tutto a verità, ma certamente è vero che l’agricoltura o meglio gli agricoltori sono sovvenzionati quasi esclusivamente dalla cd PAC attraverso Agenzie di pagamento assoggettate al controllo degli uffici della Commissione europea.
Tutto ciò premesso fa emergere una contraddizione politica ed una congestione organizzativa. La contraddizione politica è che le Regioni in tutto questo contesto a dir che sono emarginate equivale ad etichettarle al 2 di briscola, il Ministero dell’agricoltura al pari di tutti gli altri ministeri prende atto delle scelte già fatte a Bruxelles non riuscendo mai a esprimere una propria posizione. La congestione organizzativa è che mentre alcune regioni hanno capito di essere titolari del settore molte altre si adagiano tra le braccia delle lobby agricole e dell’Araba fenice (Agea o ex Aima se preferite).
La congestione organizzativa diventa mortale (dal ridere) se pensiamo che oltre ad un ministro con relativi sottosegretari e gli assessori regionali esistono anche gli assessori all’agricoltura anche nelle provincie, nelle comunità montane e nei comuni: chissà quali opzioni politiche prospettano ai loro amministrati visto che a fare le scelte ci pensa il mercato quello globale ovviamente,
vostro Kelemas
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luglio 4th, 2011
Un obiettivo ambizioso e forse un po’ anacronistico ai nostri giorni. Porsi in una condizione di agnostica riflessione entro un ambito circostritto può forse rappresentare una fuga dalla realtà oppure un modo per affrontare nuove sfide fisiche e mentali. Non posso per ora dare risposte ma misurarmi con questa nuova dimensione. Capisco che leggere questo incipit non consente a voi lettori di comprendere alcunché, poco importa in questo momento in cui cerco di aprire un varco con il mondo con la speranza di essere seguito nel tempo …
kelemas
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